Auto aziendali ai dipendenti: cosa cambia davvero con il correttivo Omnibus 2026
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Dal 12 agosto 2026 è ufficialmente in vigore il decreto legislativo correttivo della riforma fiscale – il cosiddetto Decreto Omnibus – che introduce novità significative sulla tassazione delle auto aziendali in uso promiscuo. Si tratta di un intervento atteso da anni, pensato per eliminare le incertezze interpretative e offrire un quadro chiaro sia alle imprese che ai lavoratori .
Le nuove regole riguardano fringe benefit, optional, riassegnazioni e regime transitorio, con effetti concreti già dal periodo d’imposta 2026.
1. Tassazione basata sull’età del veicolo
La prima grande novità è il passaggio da una tassazione legata alla “nuova immatricolazione” a una basata sull’età effettiva del veicolo.
Per auto con meno di 5 anni, restano valide le percentuali già in vigore nel 2025, differenziate per alimentazione .
Per auto con più di 5 anni, il valore imponibile del fringe benefit aumenta del 50% .
Un esempio pratico chiarisce l’impatto: un’auto termica con costo chilometrico ACI pari a 5.000 euro genera un fringe benefit di 2.500 euro nei primi cinque anni; dal sesto anno l’importo sale a 3.750 euro .
La logica del legislatore è evidente: penalizzare fiscalmente i veicoli più inquinanti e incentivare il rinnovo del parco auto aziendale.
2. Optional e accessori: maggiorazione forfettaria del 5%
Il decreto chiude un “vuoto normativo” storico: gli optional non presenti nelle tabelle ACI e sostenuti dall’azienda generano ora una maggiorazione forfettaria del 5% sul valore del fringe benefit .
Resta pienamente deducibile quanto pagato dal dipendente di tasca propria, sia per il veicolo sia per gli optional .
3. Riassegnazione del veicolo: nessun aggravio fiscale
Il correttivo chiarisce definitivamente che la riassegnazione dell’auto a un nuovo dipendente funziona come una normale assegnazione, senza costi fiscali aggiuntivi né penalizzazioni .
Questa regola vale sia per le auto nel nuovo regime sia per quelle nel regime transitorio.
4. Regime transitorio per auto ordinate nel 2024 e consegnate entro il 2025
Per evitare effetti distorsivi, il decreto conferma un regime transitorio per le auto:
ordinate entro il 31 dicembre 2024,
consegnate entro il 31 dicembre 2025.
Questi veicoli mantengono il vecchio regime fiscale, evitando la tassazione al “valore normale” . Tuttavia, anche per loro scatta l’aumento del 50% al compimento dei cinque anni di età. Quando il veicolo supera i 5 anni, scatta l'aumento del 50%..
5. Le precisazioni tecniche del decreto in Gazzetta
Il testo pubblicato in Gazzetta Ufficiale conferma integralmente l’impianto normativo, aggiungendo alcuni chiarimenti importanti:
L’aumento del 50% dopo cinque anni si applica anche ai veicoli del vecchio regime (assegnati dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2024) e a quelli ordinati nel 2024 ma consegnati nel 2025 .
La maggiorazione del 5% per gli optional si applica dal 2026 anche ai veicoli del regime transitorio .
Nessun rimborso per le maggiori imposte già versate in passato per interpretazioni precedenti sugli optional .
È ribadita la piena deducibilità delle somme pagate dal dipendente per auto e accessori .
Conclusioni
Il correttivo Omnibus 2026 ridisegna in modo profondo la disciplina dei fringe benefit auto, con un approccio più coerente, più chiaro e più orientato alla sostenibilità. Le imprese devono adeguare tempestivamente le proprie policy interne, mentre i consulenti del lavoro e i professionisti fiscali devono aggiornare calcoli, simulazioni e comunicazioni ai dipendenti.
Le nuove regole, pur introducendo alcune maggiorazioni, eliminano incertezze interpretative e rendono più prevedibile la gestione fiscale delle auto aziendali.




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